PIEDIROSSO SABBIA VULCANICA

Quella di Raffaele Moccia più che viticoltura eroica può definirsi una vera e propria resistenza all’invasione violenta e spietata della città.

PIEDIROSSO SABBIA VULCANICA

11,50

Quella di Raffaele Moccia più che viticoltura eroica può definirsi una vera e propria resistenza all’invasione violenta e spietata della città.

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Informazioni aggiuntive

Cantina

Annata

Abbinamenti

Carne bianca – primi di verdure – salumi – formaggi freschi

Vitigni

Regione

Campania

Gradazione

Agricoltura

Descrizione

Quella di Raffaele Moccia più che viticoltura eroica può definirsi una vera e propria resistenza all’invasione violenta e spietata della città. Ma le difficoltà nella conduzione di questi pochi ettari di vigneto storico non sono rappresentate solo dalla eccessiva antropizzazione dell’area urbana, ma anche dal forte degrado ambientale dovuto ad una speculazione edilizia orribile a vedersi, mai contenuta o affrontata delle istituzioni. A poche centinaia di metri dall’uscita della tangenziale di Napoli, Raffaele Moccia possiede 3,5 ettari di vigneto storico, certificato biologico, coltivati con passione e grande fatica insieme al padre ottantenne. La famiglia Moccia è di origini contadine, come molti degli abitanti di quest’area urbana, anche se oggi è difficile immaginare come questa in passato sia stata un’oasi felice. Si perché gli edifici industriali e l’abusivismo edilizio che si è sviluppato all’interno del cratere di Agnano sono inquietanti. A guardare con attenzione il vigneto di Raffaele ci si rende conto che segna proprio una linea di confine tra la smisurata urbanizzazione, la memoria contadina del luogo e la bellezza selvaggia del bosco della Riserva Naturale degli Astroni, confinante con la proprietà Moccia. Ma la difficoltà principale nel condurre il vigneto è rappresentata dalla natura particolarmente friabile del suolo vulcanico, siamo proprio sopra uno degli oltre venti crateri flegrei. Il terreno è molto sciolto, per cui le piogge abbondanti che sempre più si manifestano nel corso dell’anno, letteralmente lavano via il terreno, facendolo scivolare verso il basso. Il Piedirosso dei Campi Flegrei è uno dei pochi vitigni che ha resistito alla fillossera dell’800 e per questo no di rado è coltivato a piede franco. Il suolo è ricco di microelementi naturali vulcanici e grazie all’età delle viti, alla profondità delle loro radici ed alla purezza del sottosuolo portano al vino il terroir dei campi flegrei.

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