CHIANTI CLASSICO LE STINCHE

“Una storia unica, dal 1071 a Lamole”. Basterebbe questa frase per presentare un vino dedicato a questo magico luogo. Tra Storia e Leggenda si perdono le radici della famiglia Socci che, viene menzionata a Lamole già verso l’anno 1071. Dal 1970 Paolo Socci ha iniziato un complesso piano di recupero

CHIANTI CLASSICO LE STINCHE

23,70

“Una storia unica, dal 1071 a Lamole”. Basterebbe questa frase per presentare un vino dedicato a questo magico luogo. Tra Storia e Leggenda si perdono le radici della famiglia Socci che, viene menzionata a Lamole già verso l’anno 1071. Dal 1970 Paolo Socci ha iniziato un complesso piano di recupero

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Informazioni aggiuntive

Cantina

Annata

Abbinamenti

Carne rossa in umido – Arrosti di carne – cacciagione – formaggi stagionati

Vitigni

Regione

Toscana

Gradazione

Agricoltura

Descrizione

“Una storia unica, dal 1071 a Lamole”. Basterebbe questa frase per presentare un vino dedicato a questo magico luogo. Tra Storia e Leggenda si perdono le radici della famiglia Socci che, viene menzionata a Lamole già verso l’anno 1071. Dal 1970 Paolo Socci ha iniziato un complesso piano di recupero dei vigneti storici e degli antichi fabbricati dell’azienda, traducendo un lavoro familiare plurisecolare in vini di assoluta eccellenza e ricercatezza, in perfetta sinergia con la vocazione del luogo. Lamole, un piccolo fazzoletto di terra sulla vetta del Chianti Classico, con vigneti che si spingono fino a 650 metri di altitudine. Lamole un luogo fatto di passione contenuta a fatica dalle piccole terrazze sassose che rendono coltivabile il versante scosceso, un luogo per pochi, pazienti produttori. Paolo dal 2003 ha iniziato il recupero delle vigne dei terrazzamenti, la ricostruzione dei muretti a secco e dei saperi dell’antica civiltà enoica lamolese che era scomparsa quando a seguito dell’esodo dalle campagne, negli anni ’50-’60, la popolazione passa da 900 a 70 abitanti. Il Chianti Classico DOCG “Castello di Lamole – Le Stinche” nasce da una di queste vigne, riportando agli antichi splendori l’antico metodo di allevamento chiamato alberello lamolese. Come dice Paolo è un vino che ha bisogno di limarsi le unghie con almeno 12 mesi in vasi di cemento, 24 mesi in barriques francesi esauste e altri 12 mesi in bottiglia. Un vino articolato e profondo al naso, che vanta una struttura di grande armonia e un corpo che, nell’insieme, si presenta teso e unitario.

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